Berlino, tra abbandono e rinascita

Stitched Panorama(ph: kuriositas.com)

Lo storico tedesco Karl Scheffler, già nel 1910 definì Berlino una città “condannata per sempre a diventare e mai ad essere”. Mai frase potrebbe descrivere meglio la capitale tedesca, città che ha subito ingentissimi bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, che è stata divisa da un muro per quasi 30 anni e che dal crollo del muro sta tentando di ricostruirsi un’identità. A Berlino però tale ricostruzione non è intesa come demolizione di ciò che è vecchio o inutile, ricostruendo da zero. No, qui numerosi palazzi sparsi per la città giacciono in completo abbandono oppure, con grande lungimiranza dell’amministrazione cittadina, viene data loro una nuova vita. Ovunque quindi, girando per la città, si scorgono edifici abbandonati, ma alcuni di essi hanno un impatto maggiore sull’immaginario collettivo. Alcuni esempi posso essere fatti. In cima alla Teufelsberg, la montagna del diavolo, appena fuori città, si possono visitare i resti di un edificio figlio della guerra fredda (costruito esso stesso sulle macerie di una scuola militare nazista che non si riuscì a distruggere con l’esplosivo e fu semplicemente sotterrata) che funse da stazione radio dallo spionaggio occidentale per captare notizie proveniente da oltre cortina. Chiuse un anno e mezzo dopo il crollo del muro ed è diventato nel corso degli anni, dopo un fallito progetto che prevedeva di radere al suo il tutto per costruire un complesso residenziale sfruttando la spettacolare vista, una delle attrazioni turistiche “clandestine” di Berlino di maggiore successo.

spreepark-geisterbahn(ph:kubische-panoramen.de)

Un altro luogo iconico della Berlino abbandonata è sicuramente lo Spreepark, a Berlino Est, chiamato ai tempi del muro Kulturpark Plänterwald e che rappresentava l’unico parco di divertimenti della DDR. Con la riunificazione riuscì a sopravvivere una decina d’anni, ma, infine, nel 2001, a causa dei debiti accumulati, dovette chiudere. Ora è diventati un luogo spettrale in cui l’abbandono accostato alle ambientazioni fiabesche crea un contrasto che attira numerosi visitatori, disposti a scavalcare recinzioni per poter osservare la ruota panoramica mossa ormai solo dalla forza del vento, oppure le statue dei dinosauri sommerse dalle sterpaglie, o ancora, le barche a forma di cigno che vagano desolate nel laghetto in un’atmosfera di decadimento imperdibile.

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(ph: berlin-enjoy.com)

Si può trovare poi l’Eisfabrik, una fabbrica di ghiaccio chiusa nel 1995 proprio nel cuore di Berlino sulle rive del fiume Spree, da cui svetta un imponente camino che sembra voler richiamare l’attenzione; vive anche’esso in un totale stato di abbandono nonostante l’alto potenziale dato dalla posizione in cui giace ed ora è solo un affascinante luogo di ritrovo per writer, nonché per feste clandestine. Innumerevoli altri luoghi nella città vivono nella stessa condizione di quelli appena citati e sarebbe un racconto infinito riuscire a trattarli tutti. Ad esempio l’ospedale Heilstätten, composto da 60 edifici alle porte della città, oppure l’ambasciata irachena di Berlino est, sui cui muri sono ancora appese fotografie di Saddam Hussein ed infine la stazione ferroviaria abbandonata della Siemensstadt, la cittadella della fabbrica della Siemens.

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(ph: mundoflaneur.com)

Come detto precedentemente però, Berlino non è solo abbandono, ma anche riconversione e dare visibilità a tale fenomeno può aiutarci a capire come luoghi che hanno esaurito la funzione per cui sono stati creati, possano rinascere grazie ad un nuovo utilizzo. Esempi possono essere il Berghain, il club techno più importante al mondo, che vive tra le mura di una centrale elettrica abbandonata nel 2004; l’ex aeroporto di Berlino ovest Tempelhof, le cui piste di decollo sono diventate un gigantesco parco per gli abitanti della città e gli edifici invece luogo per eventi e fiere; il C/O Photography da edificio postale è stato trasformato in un luogo dedicato alla fotografia; l’Hamburger Bahnhof infine è diventato il più importante museo d’arte contemporanea della città, eppure è nato agli inizi del 1900 come capolinea dei treni diretti ad Amburgo. Ed anche in questo caso l’elenco potrebbe andare avanti a lungo.

Berlino è così, in definitiva, un luogo dove tutto viene trasformato o lasciato a se stesso e così la definizione di città “condannata per sempre a diventare e mai ad essere” assume la pienezza del suo significato una volta che si è assaporata l’atmosfera sospesa tra contemporaneità ed abbandono che solo questa città può trasmettere. Nonostante tale definizione abbia più di un secolo, anticipa eventi che avrebbero colpito così in profondità Berlino, e l’intera Europa, durante l’intero ventesimo secolo.

Patrick Dolci

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