Dilston Grave: la risurrezione verde nel cuore di Londra

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(ph: inhabitat.com)

Nei pressi di Southwark Park, in Bermondsey St, nel pieno centro della capitale britannica si erge la Clare College Mission Church, nota ai più come Dilston Grave. Costruita nel 1886, quest’umile chiesa non può nemmeno immaginare di competere con le ben più maestose Westminster Abbey e St. Paul’s Cathedral, mete quotidiane di visitatori provenienti da ogni angolo del mondo. Il suo è un fascino più discreto, ben celato dietro ad un’architettura austeramente anonima: la rivelazione sta proprio al suo interno.

Dimenticatevi altari, acquasantiere, croci e confessionali. A Dilston Grave, infatti, la devozione cristiana non esiste più dagli anni ’50, anni in cui venne sconsacrata ed abbandonata a se stessa. Oggi è un tempio dell’arte e dell’ingegno grazie al visionario lavoro degli artisti del verde Heather Ackroyd e Dan Harvey, che, con la collaborazione del musicista  Graeme Miller, nel 2003 hanno deciso di ricoprire le pareti, un tempo sacre, di un folto manto erboso. Per fare ciò si sono dovuti rivestire i perimetrali interni con un sottile strato d’argilla in cui sono stati collocati milioni di semi d’erba; sole ed un costante innaffiamento hanno fanno il resto. È un autentico tributo alla natura, alla forza vitale che nasce anche dalle rovine, facendole letteralmente risuscitare, regalando loro una nuova identità. Un’opera che costituisce un chiaro esempio di “Land Art”, corrente culturale che sin dalla fine degli anni ’60 si è cimentata in sperimentazioni artistiche per così dire biologiche: la vera opera d’arte è la spontaneità della natura.

La luce, penetrando dalle ampie finestre delle chiesa, illumina il cubo di muschio all’interno ed offre i riflessi delle infinite sfumature dell’erba. Infinite variazioni cromatiche che sembrano suggerire le molteplici possibilità di rivalutazione di un luogo apparentemente senza speranza.

Michele Papa

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