Mosca, città d’arte (contemporanea)

Mosca-l-opera-d-arte-piu-grande-al-mondo_h_partb

(ph: nanopress.it)

L’architettura, a dispetto delle più recenti sue implicazioni – si pensi alle opere firmate dalle grandi archistar, straordinarie quanto eccentriche rispetto al loro contesto – non può rappresentare solo un simbolo; dev’essere anche strumento. Le reali necessità della popolazione devono prevalere, o quanto meno mitigare, l’ego dell’architetto.

Questa è la filosofia ispiratrice che sta alla base della società russa Krost, cui il sindaco di Mosca Dobashin ha commissionato uno dei più ambiziosi progetti di riqualificazione urbana di sempre: la trasformazione della periferia della capitale russa. Rivalutazione architettonica come nuova identità, quindi, decisamente orientata a cambiare la visione funzionale di un determinato luogo e ad incidere direttamente sulla vita dei suoi abitanti. Considerazioni tutt’altro che astratte se si pensa al fatto che il 90% dei moscoviti risiedono proprio in periferia. Il progetto prende il nome di “Living art”, efficace espressione di una concezione dinamica dell’arte secondo cui l’utile, in questo caso specifico l’edificio residenziale popolare, .va reso anche bello.

Le maestranze a capo di questa enorme opera sono italiane. Infatti, è stata affidata, dopo aver primeggiato sulla concorrenza estera, all’architetto Dante Oscar Benini e all’artista Mario Arlati. Si tratta di un complesso residenziale di cinque grattacieli, per una superficie di 10 ettari. Arlati provvederà, così, ad affrescare intere pareti di grattacieli, per ben 160 m di altezza, come fossero enormi tele vergini. Per fare ciò si stima ci sarà bisogno dell’impiego di circa 1500 operai, al lavoro 24 ore su 24. Non a caso entrerà a far parte dei Guiness dei primati come la più grande opera d’arte abitabile al mondo. L’investimento è dell’ordine dei 150 milioni di euro. Numeri astronomici in termini di lavoro e risorse economiche che dovrebbero, però, riuscire a rendere l’intera area il nuovo oggetto del desiderio dell’emergente classe media russa e fornire anche ai ceti meno abbienti un contesto abitativo collocato all’interno di un’atmosfera vivibile ed addirittura gradevole, non solamente un dormitorio.

Al compimento di questa orgogliosa impresa, previsto per giugno 2014, Mosca assumerà una nuova veste, rispettando di certo la sua identità storica ma affrancandosene una volta per tutte: piazza rossa e grattaceli caleidoscopici. Due di essi per altro sono già stati venduti.

Michele Papa

Annunci