L’ex Caserma Papa: una sfida vinta

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(ph: giornaledibrescia.it; quibrescia.it)

In via Oberdan c’è un vecchio casermone noto a tutti i Bresciani come “Ex caserma Achille Papa”. Nonostante i venti interminabili anni di abbandono trascorsi dalla sua dismissione, qualche anno fa – precisamente nel 2012 – ha trovato nuova vita. Merito di questa resurrezione è da tributare all’associazione cittadina “Open”, composta da sei soci, nonché amici, che, con molta pazienza, tanto lavoro e altrettanta determinazione nel districarsi nella burocrazia nemica (passando dalla richiesta al ministero, quella al demanio e, da ultime, alle numerose questioni amministrative), sono riusciti a trasformare un vecchio deposito per armamenti e veicoli bellici in un ampio edifico open space, dove poter ospitare eventi di diverso genere e fornire lo spazio ideale per un innovativo locale estivo all’aperto. Inutile ricordare quanti interventi strutturali e notevoli ristrutturazioni siano stati necessari, per altro spesso a spese della stessa associazione. Ciò che però davvero conta è che con la bella stagione il vecchio edificio militare rinasce, risvegliandosi dall’interminabile letargo invernale. Le imponenti dimensioni del deposito sono state rese meglio sfruttabili da un attenta suddivisione degli spazi, di volta in volta modulabili: sotto la tettoia in cemento lunga 115 metri e larga 21, architettura post-industriale dal sapore vagamente berlinese, si trovano così un cocktail bar, un’area food & beverage, ed una zona dedicata ad esposizioni artistiche e fotografiche, la Pic Expo, il tutto senza soluzione di continuità. Gli arredi non potevano che essere costituiti da gran parte del materiale originario, rimasto anch’esso abbandonato.  Indubbiamente l’atmosfera più suggestiva si crea nelle ore notturne, quando la musica – live o  dj set che sia – e le persone colmano l’intero edificio, circondate dalle pareti grigie che per l’occasione si animano grazie a proiezioni technicolor, piuttosto che attraverso spezzoni di vecchie pellicole cinematografiche. Un nuovo concetto di spazio e di movida per una città come Brescia, solitamente diffidente verso la novità; un’estetica differente di intrattenimento che col tempo è riuscita a farsi largo nell’offerta notturna bresciana.
Più di recente, dato anche il successo della rivalutazione ancorché stagionale del vecchio deposito, si era pensato di reimpiegare alcuni altri immobili del complesso appartenente all’ex caserma. Questa volta però, la destinazione ipotizzata avrebbe avuto ben altra rilevanza sociale. Infatti, si avrebbe voluto realizzare un nuovo istituto di detenzione carceraria. Quest’ipotesi, però, è stata poi scartata dalla prefettura per via dell’insufficienza delle metrature.

Qualunque sia il giudizio riguardante le riconversioni, riuscite o anche solo tentate, delle strutture di pertinenza dell’ex caserma, va sottolineato come Brescia sia riuscita nel difficile intento di strappare uno dei suoi luoghi simbolo all’oblio e a rioffrirlo all’intera cittadinanza, sua legittima proprietaria. Confidiamo che questa pionieristica esperienza possa essere non un caso isolato ma un esempio per altri illuminati progetti.

Michele Papa

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