I più bei luoghi abbandonati al mondo

Da sempre, l’abbandono genera mostruose rovine, sfregia senza scrupolo alcuno edifici, interi centri abitati o addirittura isole, conduce lentamente alla morte luoghi un tempo vivi. Un fenomeno che non si può non qualificare come drammatico. Ciononostante, spesso tale logorio dona una bellezza nuova alle sue vittime, conferendo loro fascino: un autentico contrappasso. In ogni angolo del globo possiamo trovare straordinari esempi di questo paradosso; eccone alcuni tra i più eclatanti:

La città fantasma di Pripyat (Ucraina)

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(ph: Barry Mangham)

Prima dell’incidente nucleare di Chernobyl, Pripyat era una cittadina moderna e postindustriale. Oggi invece è circondata per chilometri da polveri radioattive. Ogni cosa è rimasta ad oggi intatta.

Il parco dei divertimenti “Wonderland” a Beijing (Cina)

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(source: buzzfeed.com)

Il parco, i cui lavori iniziarono nel 1998, non venne mai ultimato a causa di dissesti finanziari dei costruttori; nonostante ciò, la struttura continua ad avere centinaia di visite all’anno.

Kolmanskop, la città nel deserto (Namibia)

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(ph: Chris Gray)

La città nei primi del ‘900 ospitò minatori e cercatori di diamanti, essendone il territorio circostante molto ricco. Ma, in seguito alla prima guerra mondiale, l’attività estrattiva dei diamanti diminuì, fino al punto che, poco a poco, la città divenne disabitata. Il deserto se n’è impossessato e le dune di sabbia si sono insinuate all’interno degli edifici.

Le fortezze marittime Maunsell di Sealand (Inghilterra)

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(ph: Jeltex)

Pur ricordando delle palafitte, queste costruzioni sono piccole piattaforme installate su pali risalenti alle seconda guerra mondiale. Hanno costituito la sede di una delle prime radio pirata di tutta l’Inghilterra.

La città abbandonata di Keelung (Taiwan)

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(source: fundir.org)

Un complesso di edifici abbandonati, oggi meta delle celebrazioni del ”Chongyuan Chieh”, il festival buddista dei fantasmi.

La miniera di diamanti a Mirny (Siberia, Russia)

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(source: imgur.com)

Costituisce il secondo cratere artificiale al mondo, costruito da Stalin per soddisfare il fabbisogno dell’industria del diamante dell’Unione sovietica. Venne poi lasciato a se stesso essendo diventato troppo difficile proseguire l’attività estrattiva per via della sua straordinaria profondità.

La City hall station di New York (USA)

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(ph: John Paul Palescandolo & Eric Kazmirek)

Questa stazione centrale venne costruita nel 1904 per poi essere chiusa nel 1945.

L’isola di Hashima (Giappone)

Gunkanjima (Hashima) Island, Japan

(source: hashima-island.com)

L’isola iniziò ad essere abitata alle fine dell’800 a causa della presenza di una miniera di carbone. Nel 1974, però, la miniera fu chiusa e l’isola abbandonata per via della preferenza del petrolio al carbone come fonte energetica primaria.

Il monastero di St. George’s Abbey (Germania)

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(source: ourworldinpicture.net)

Si tratta dei resti di un monastero risalente al XXV secolo, situato nel bel mezzo della Foresta Nera, nei pressi della cascata di Allerheiligen e del lago di Costanza.

Il vallone dei mulini di Sorrento (Italia)

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(ph: Dale Tennyson)

Sito nel cuore della Campania, sconosciuto ai più, ospitava un tempo un grande mulino per la macinazione del grano. In seguito a nuove costruzioni urbanistiche, nel 1866, tale luogo venne isolato, involontariamente, dal mare e ciò determinò un considerevole aumento del tasso di umidità, rendendo la zona vivibile per la sola vegetazione e non più per l’uomo.

Michele Papa

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