Detroit, anello della “cintura arruginita”

jose camilo vergara

(copyright: José Camilo Vergara)

La produzione industriale che ha segnato il destino di quello che viene chiamato Industrial Midwest (formato da Ohio, Indiana, Michigan, Illinois e Missouri), determinandone lo sviluppo urbano, è stata anche la causa del suo stesso declino. Infatti, tale macro-regione degli Stati Uniti è stata ribattezzata negli ultimi decenni: “The Rust Belt”, la cintura arrugginita; essa ha visto nel corso di un secolo sorgere e decadere città industriali di grandissime dimensioni. Il declino di queste città può essere ricondotto a tre motivi principali: lo sviluppo industriale nel secondo dopoguerra, che ha favorito lo spostamento della produzione in luoghi lontani dalla città dove era possibile trovare mano d’opera a minore costo; la crisi del settore automobilistico, che, insidiato dalla competizione internazionale, ha devastato città monoproduttive come Detroit (conosciuta anche come Motor City); infine, il crescere di una tendenza che iniziò a svilupparsi già a partire dagli anni 30: la promessa di un’automobile e di una casa unifamiliare come modelli ideali desiderabili dalla società americana dell’epoca, e, di conseguenza, il proliferare dei cosiddetti suburbs. Paradossalmente le stesse industrie che avevano creato la fortuna delle città del Midwest ne decretarono la fine, poiché l’ingente ricchezza prodotta non venne più reinvestita nel mercato interno ma al di fuori dei suoi confini. Ciò causò un rapidissimo processo di fuga verso la cintura suburbana e le conseguenze di tale situazione furono radicali: caso emblematico è proprio quello di Detroit, fenomeno unico al mondo, in cui l’intero downtown è oggi completamente abbandonato, una città al contrario, dove il centro è diventato periferia. Vi sono stati, poi, vari tentativi di intervento da parte del governo federale volti alla riqualificazione di tali aree, che si sono rivelati però fallimentari; uno per tutti, lo Urban Redevelompent Program che facilitava l’esproprio di interi quartieri degradati per far posto a nuovi interventi immobiliari. Sfortunatamente molte di queste strutture non hanno saputo recepire le mutate condizioni dell’area, rimanendo, così, delle isolate cattedrali nel deserto, inutilizzate se non incompiute. La cintura suburbana è diventata negli anni completamente autonoma dal resto della città, costituendo, quindi, una realtà che cresce autodistruggendosi: l’abbandono si è ormai esteso dall’area centrale alla prima cintura dei quartieri residenziali storici.

1505593_10202760610438947_304746252_n

(copyright: Eric Thayer)

È un clima di continuo mutamento che non genera nuove realtà bensì abbandono e ripetizione insensata, la città risulta così ridotta a una costellazione di pochi punti significativi, circondati da non luoghi. Ricorda quasi la mappa di un paesaggio medioevale, con poche roccaforti in lotta tra loro. Per il resto, rimangono solo parti di edifici abbandonate e non demolite, che si sono ormai cristallizzate. Il concetto di wilderness, la natura sconosciuta e non addomesticabile tanto cara all’immaginario americano, che ha portato alla nascita dei grandi parchi nazionali, assume una nuova connotazione in queste città sospese tra il semidistrutto ed il semicostruito . Da un lato, la zona costruita diventa un territorio ostile da cui bisogna difendersi all’interno di insediamenti protetti; dall’altro, è la natura stessa che riconquista la città: interi quartieri sono stati infatti invasi da una fitta vegetazione spontanea, una vera giungla cittadina, nella quale, come è successo a Detroit, vengono ormai avvistati fagiani e volpi. Questa realtà rivela la crisi del sistema industriale, che qui sembra aver raggiunto un punto irreversibile, e come l’attuale presenza dell’abbandono, in una scala così macroscopica, mostri che nel sistema di sfruttamento capitalistico – dove i prodotti di scarto generati non sono più controllabili – qualcosa non ha funzionato. Non resta, quindi, che spostarsi verso la cintura suburbana dove il ciclo di consumo certamente continua, ma, per lo meno, non genera detriti così ingombranti.

Patrick Dolci

Annunci