Ripartire da qui

«Vedere nelle macerie la chiave di ricostruzione dell’intera città.»

piano

(photocredits: Piercarlo Quecchia)

Per celebrare i suoi primi 150 anni il Politecnico di Milano ha organizzato una serie di eventi, convegni, esposizioni e seminari. Il ciclo, ideato da Stefano Boeri, sta coinvolgendo numerosi architetti di fama internazionale quali David Chipperfiel, Cesar Pelli, Arata Isozaki, Kazuyo Segima, Rem Koolas, Daniel Libeskind e, non ultimo, Renzo Piano, autore di un’interessante conferenza svoltasi ieri, martedì 3 dicembre. Location d’eccezione è stata la suggestiva ex area delle Acciaierie Falck sita in Sesto San Giovanni (MI), oggi prossima ad una delle più grandi riconversioni postindustriali d’Europa.

L’incontro si è incentrato sulla presentazione del progetto “La città della Salute e della Ricerca”, il quale interesserà un ottavo dell’intera area del comune di Sesto San Giovanni. La scelta della sede dell’evento è un chiaro messaggio di quanto sia attuale l’interesse per il recupero di aree dismesse nella cultura progettuale contemporanea piuttosto che la forsennata ricerca del nuovo, ad ogni costo.

La rovina, insomma, l’esistente, come punti di partenza per la creazione di nuove prospettive; non come abbandonate reliquie da venerare passivamente. Questa chiara linea di azione risulta ancor più significativa alla luce del difficile momento economico-sociale che il mondo occidentale – e specialmente l’Italia – sta affrontando da qualche anno a questa parte. Non sono solo gli ingenti investimenti la via di fuga da una crisi ormai imperante, bensì un loro uso oculato, attraverso un’intelligente rivalutazione di ciò che è stato abbandonato, dimenticato. Ciò costituisce, oltre ad una scelta di natura economico-finanziaria, un autentico dono verso il territorio e, conseguentemente, all’intera società: luoghi destinati all’abbattimento come radici per la creazione di realtà sì nuove ma, al contempo, in perfetta armonia con il contesto in cui sono inserite.

Questa filosofia appartiene anche a LUOGHI DEL VENTO, il cui obiettivo chiave è quello di denunciare, mediante l’uso della fotografia ed un’approfondita analisi storico-sociologica, l’abbandono di tutti quei luoghi, prevalentemente postindustriali (dato il tessuto urbano di riferimento) appartenenti alla città di Brescia, conservando come ambizioso proposito quello di porre essi al centro dell’attenzione pubblica e, auspicabilmente, di riuscire a formulare verosimili ipotesi di rivalorizzazione, sempre nel rispetto delle identità preesistenti. Nel corso dei mesi a venire, questo spazio verrà interamente dedicato alla documentazione dell’intricato percorso che Officina_9 dovrà affrontare per raggiungere la non facile meta che si è prefissata. Il tutto sarà accompagnato da spunti di riflessione offertici da progetti di rivalutazione realizzati sul territorio nazionale e non solo.

Con entuasiasmo e determinazione, ci auguriamo di contribuire a formare (o comunque rafforzare) una nuova sensibilità verso queste tematiche e di riuscire, così, a risvegliare quei luoghi, nient’affatto morti, ma attualmente sopiti.

Consigliamo a chi fosse interessato al tema di visitare la mostra “UNFOLD EX AREA FALCK” a cura di Filippo Minora e Virginia Savoini, visitabile da oggi fino al 13 dicembre presso lo Spazio Mostre Guido Nardi, in via Ampère n°2, Milano (http://www.150.polimi.it/#unfold).

Tale esposizione racconta l’intera storia delle Ex Acciaierie Falck mediante l’opera di artisti e architetti, tra cui: Renzo Piano, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Mario Botta, Ermanno Olmi, Paola Viganò e Kenzo Tange.

Annunci